Brain for Business Innovation

La forza delle idee

b4bi - Il Codice Etico

CODICE ETICO ADOTTATO DA BRAIN FOR BUSINESS INNOVATIO SRL

(Testo suggerito da Confindustria)

  • 1. Comportamenti in relazione ai reati dolosi previsti dal D. Lgs. n. 231/2001

    Brain for Business Innovation ha come principio imprescindibile il rispetto di leggi e regolamenti vigenti in tutti i paesi in cui esso opera.

    Ogni dipendente e collaboratore dell’azienda deve impegnarsi al rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti in tutti i paesi in cui opera.

    Tale impegno deve valere anche per i consulenti, fornitori, clienti e per chiunque abbia rapporti con Brain for Business Innovation. Quest’ultima non inizierà o proseguirà nessun rapporto con chi non intenda aderire a questo principio.

    I dipendenti devono essere a conoscenza delle leggi e dei comportamenti conseguenti; qualora esistessero dei dubbi su come procedere l’azienda dovrà informare adeguatamente i propri dipendenti.

    Brain for Business Innovation assicura un adeguato programma di formazione e sensibilizzazione continua sulle problematiche attinenti al codice etico.

    Ogni operazione e transazione deve essere correttamente registrata, autorizzata, verificabile, legittima, coerente e congrua.

    Tutte le azioni e le operazioni dell’azienda devono avere una registrazione adeguata e deve essere possibile la verifica del processo di decisione, autorizzazione e di svolgimento.

    Per ogni operazione vi deve essere un adeguato supporto documentale al fine di poter procedere, in ogni momento, all’effettuazione di controlli che attestino le caratteristiche e le motivazioni dell’operazione ed individuino chi ha autorizzato, effettuato, registrato, verificato l’operazione stessa.

    Principi base relativamente ai rapporti con gli interlocutori dell’azienda: Pubblica Amministrazione, pubblici dipendenti, interlocutori commerciali privati.

    Non è consentito offrire denaro o doni a dirigenti, funzionari o dipendenti della Pubblica Amministrazione o a loro parenti, sia italiani che di altri paesi, salvo che si tratti di doni o utilità d’uso di modico valore.

    Si considerano atti di corruzione sia i pagamenti illeciti fatti direttamente dall’azienda o da dipendenti, sia i pagamenti illeciti fatti tramite persone che agiscono per conto dell’azienda sia in Italia che all’estero.

    Si proibisce di offrire o di accettare qualsiasi oggetto, servizio, prestazione o favore di valore per ottenere un trattamento più favorevole in relazione a qualsiasi rapporto intrattenuto con la Pubblica Amministrazione.

    In quei paesi dove è nel costume offrire doni a clienti od altri, è possibile agire in tal senso quando questi doni siano di natura appropriata e di valore modico, ma sempre nel rispetto delle leggi. Ciò non deve comunque mai essere interpretato come una ricerca di favori.

    Quando è in corso una qualsiasi trattativa d’affari, richiesta o rapporto con la Pubblica Amministrazione, il personale incaricato non deve cercare di influenzare impropriamente le decisioni della controparte, comprese quelle dei funzionari che trattano o prendono decisioni per conto della Pubblica Amministrazione.

    Nel caso specifico dell’effettuazione di una gara con la Pubblica Amministrazione si dovrà operare nel rispetto della legge e della corretta pratica commerciale.

    Se Brain for Business Innovation utilizza un consulente o un soggetto “terzo” per essere rappresentato nei rapporti verso la Pubblica Amministrazione, si dovrà prevedere che nei confronti del consulente e del suo personale o nei confronti del soggetto “terzo” siano applicate le stesse direttive valide anche per i dipendenti.

    L’azienda, inoltre, non dovrà farsi rappresentare, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, da un consulente o da un soggetto “terzo” quando si possano creare conflitti d’interesse.

    Nel corso di una trattativa d’affari, richiesta o rapporto commerciale con la Pubblica Amministrazione non vanno intraprese (direttamente o indirettamente) le seguenti azioni:

    • esaminare o proporre opportunità di impiego e/o commerciali che possano avvantaggiare dipendenti della Pubblica Amministrazione a titolo personale;
    • offrire o in alcun modo fornire omaggi;
    • sollecitare o ottenere informazioni riservate che possano compromettere l’integrità o la reputazione di entrambe le parti.

    Possono inoltre sussistere divieti legati ad assumere, alle dipendenze dell’ente, ex impiegati della Pubblica Amministrazione (o loro parenti), che abbiano partecipato personalmente e attivamente alla trattativa d’affari, o ad avallare le richieste effettuate dall’ente alla Pubblica Amministrazione.

    Qualsiasi violazione (effettiva o potenziale) commessa dall’ente o da terzi va segnalata tempestivamente alle funzioni interne competenti.

    L’azienda può contribuire al finanziamento di partiti politici, comitati, organizzazioni pubbliche o candidati politici purché nel rispetto delle normative vigenti.

  • 2.Comportamenti in relazione ai reati colposi previsti dall’art. 25-septies del D. Lgs. n. 231/2001

    I principi e criteri fondamentali in base ai quali vengono prese le decisioni, di ogni tipo e ad ogni livello, in materia di salute e sicurezza sul lavoro sono i seguenti:

    a) evitare i rischi;

    b) valutare i rischi che non possono essere evitati;

    c) combattere i rischi alla fonte;

    d) adeguare il lavoro all’uomo, in particolare per quanto concerne la concezione dei posti di lavoro e la scelta delle attrezzature di lavoro e dei metodi di lavoro e di produzione, in particolare per attenuare il lavoro monotono e il lavoro ripetitivo e per ridurre gli effetti di questi lavori sulla salute;

    e) tener conto del grado di evoluzione della tecnica;

    f) sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non è pericoloso o che è meno pericoloso;

    g) programmare la prevenzione, mirando ad un complesso coerente che integri nella medesima la tecnica, l’organizzazione del lavoro, le condizioni di lavoro, le relazioni sociali e l’influenza dei fattori dell’ambiente di lavoro;

    h) dare la priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;

    i) impartire adeguate istruzioni ai lavoratori.

    Tali principi sono utilizzati dall’impresa per prendere le misure necessarie per la protezione della sicurezza e salute dei lavoratori, comprese le attività di prevenzione dei rischi professionali, d’informazione e formazione, nonché l’approntamento di un’organizzazione e dei mezzi necessari.

    Il parametro di riferimento di tali principi e criteri è costituito dai principi generali di protezione della salute e per la sicurezza dei lavoratori, sanciti dall’art. 6, commi 1 e 2, della Direttiva europea n. 89/391 (c.d. “Direttiva Quadro”).

    Tutta l’azienda, sia ai livelli apicali che a quelli operativi, deve attenersi a questi principi, in particolare quando devono essere prese delle decisioni o fatte delle scelte e, in seguito, quando le stesse devono essere attuate (v. art. 6, comma 2, lett. b), del D. Lgs. n. 231/2001).

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